La mia visione

Credo in una psicologia che non aggiusta, ma accoglie. Una psicologia che non si limita a eliminare il
disagio, ma si ferma ad ascoltarlo e a comprenderne il significato.

Credo che ciò che viviamo, anche quando ci fa stare male o ci appare incomprensibile, possa
raccontare qualcosa di noi: un bisogno, un conflitto, una parte rimasta inascoltata, qualcosa che non
riusciamo ancora a vedere con chiarezza.

Per questo penso alla psicologia come a uno spazio in cui fermarsi, ascoltarsi e dare senso a ciò che
accade, soprattutto nei momenti in cui ciò che prima ci rappresentava non ci rappresenta più, ci
sentiamo bloccati o facciamo fatica a capire quale direzione prendere.

Non credo nelle risposte preconfezionate né nelle soluzioni valide per tutt*. Credo nella possibilità di
costruire, insieme, una comprensione più profonda di ciò che si vive e di trovare a partire da lì nuove
possibilità.

Una psicologia che rispetta i tempi della persona, senza forzarla a diventare diversa, ma
sostenendola nel comprendere chi è, cosa sente e ciò di cui ha bisogno.

Questa è la visione che guida il mio lavoro: accompagnare ogni persona in un percorso di ascolto e
comprensione, all’interno di uno spazio sicuro, autentico e rispettoso della sua unicità.