Sono Laura De Rossi, psicologa clinica.
Ho scelto questo lavoro perché credo profondamente nel valore dell’incontro: quello spazio in cui una
persona può sentirsi vista, ascoltata e sostenuta nel comprendere ciò che vive. Uno spazio in cui non
deve necessariamente essere forte, perfetta, efficiente o avere già le parole per raccontarsi. Può
anche fermarsi, restare in silenzio, cercare, cambiare idea. Può portare parti di sé che fuori da lì
imparato a nascondere.
Nel mio lavoro parto da una convinzione: ciò che siamo non nasce dal nulla. Il nostro modo di stare
con noi stessi e con gli altri prende forma attraverso la nostra storia, le relazioni che abbiamo vissuto,
ciò che abbiamo imparato e anche ciò che, invece, non abbiamo mai avuto modo di sperimentare.
Per questo non penso alla psicologia come a qualcosa che deve “aggiustare” una persona. Prima di
tutto, credo sia necessario comprenderla.
Comprendere ciò che le accade, dare un significato a ciò che oggi la fa soffrire, riconoscere ciò che si
ripete e ciò che forse non le appartiene più. E, da lì, poter esplorare possibilità diverse: guardare una
situazione da un’altra prospettiva, comprendere i propri bisogni, fare spazio a parti di sé rimaste in
secondo piano.
Il mio modo di guardare alla persona è stato nutrito anche dagli studi in filosofia, dalla curiosità per la
complessità dell’esperienza umana e dal valore che attribuisco all’immaginario e alla metafora: a volte
le parole che non riusciamo a trovare si nascondono nelle immagini e possono aiutarci a vedere ciò che viviamo da una prospettiva nuova.
Non ho ricette da consegnare e non prometto percorsi semplici o indolori. La terapia è un incontro tra
due persone: io porto la mia professionalità, tu porti la tua storia. Insieme costruiamo uno spazio in cui
poter comprendere, esplorare e, quando sarà possibile, sperimentare nuovi modi di essere e di stare
con noi stessi e con gli altri.
Da questa idea nasce La Finestra sul Sé.


