Una finestra non spinge.Non forza.Non invade.Lascia passare lo sguardo.
Scegliere questo nome non è stato un esercizio creativo, ma un atto di riconoscimento. Per me, una
finestra non è un confine: è una soglia. È ciò che permette di fermarsi, guardare fuori e, allo stesso
tempo, guardarsi dentro. Con una certa distanza, con più luce, senza forzature.
È questa l’immagine che meglio racconta il mio modo di intendere il lavoro psicologico: creare uno
spazio in cui poter osservare ciò che accade dentro di noi con curiosità e rispetto, lasciando che
anche ciò che è rimasto a lungo in ombra possa trovare un modo per essere visto.
Perché il Sé non è qualcosa da correggere, ma qualcosa da incontrare.
E forse, a volte, il cambiamento non comincia da una risposta.
Comincia da uno sguardo nuovo su di sé.


